La velocità non è l’unico elemento da considerare. A fare la differenza è soprattutto per quanto tempo il ventilatore rimane acceso.
Utilizzarlo alla massima velocità per pochi minuti può incidere meno rispetto a lasciarlo funzionare per molte ore ogni giorno. La spesa mensile cresce quindi con l’aumentare delle ore di utilizzo e della potenza assorbita.
C’è poi un aspetto spesso trascurato: il ventilatore non abbassa la temperatura della stanza. Il movimento dell’aria favorisce la sensazione di fresco sulla persona, ma lasciare l’apparecchio acceso per ore in una stanza vuota significa generalmente consumare energia senza ottenere un beneficio diretto.
Come usare il ventilatore consumando meno
Per contenere i consumi conviene scegliere la velocità più bassa che garantisce comunque una sensazione di comfort. La velocità massima può essere utilizzata quando serve maggiore ventilazione, per poi passare a un livello inferiore.
Anche la posizione conta. Sistemare il vent
ilatore in modo che il flusso d’aria raggiunga la zona realmente occupata permette di sfruttarlo meglio senza dover necessariamente impostare sempre la potenza più alta.
Durante la notte può essere utile anche il timer, quando disponibile, così da evitare che l’apparecchio rimanga acceso più a lungo del necessario.
Velocità 3 significa bolletta molto più alta?
Non necessariamente. La velocità 3 tende a consumare più della 1, ma l’aumento reale dipende dalle caratteristiche tecniche del singolo ventilatore.
Il dato più importante resta quindi la potenza assorbita alle diverse impostazioni, quando indicata dal produttore. Per capire quanto si sta spendendo bisogna poi considerare le ore di funzionamento e il costo del kWh previsto dalla propria tariffa.
Usare il ventilatore alla massima velocità solo quando serve e ridurla una volta raggiunto un buon livello di comfort può essere una soluzione semplice per affrontare il caldo senza consumare più energia del necessario.